SOUVENIR ART SUMMER CAMP



SOUVENIR ART SUMMER CAMP organizzato da Spazio Murat in collaborazione con 63rd 77th STEPS - Art Project Staircase

Souvenir, rassegna di incontri, e Souvenir Art Summer Camp, sono due fasi di un unico progetto iniziato nel 2018, che ha coinvolto e integrato nel contesto di Spazio Murat a Bari, il lavoro di artisti internazionali e di spazi indipendenti d’arte contemporanea europei, con le pratiche di artisti e operatori locali. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Puglia nell'ambito del Programma Straordinario 2018 in materia di Cultura e Spettacolo.
Gli incontri di Souvenir sono stati progettati per presentare alla città di Bari ricerche artistiche e programmi espositivi della scena nazionale e internazionale e per creare una piattaforma di dialogo tra diverse realtà.

Agli artisti è stata data la possibilità di presentare il proprio lavoro, di confrontarsi, di valorizzare le proprie specificità socio- culturali e di entrare in contatto con il sistema dell’arte contemporanea locale. Spazio Murat e 63rd-77th STEPS hanno invitato artisti e operatori culturali a creare insieme un laboratorio di sperimentazione aperto al pubblico, che permettesse di sviluppare ricerche in divenire, costruire reti di relazioni, offrire opportunità di dibattito e confronto sulle realtà esistenti e immaginare possibili nuove modalità di produzione nel sistema dell’arte contemporanea.
La rassegna si è sviluppata in 5 appuntamenti:
Souvenir 1: http://www.spaziomurat.it/evento/souvenir/
Souvenir 2: http://www.spaziomurat.it/evento/souvenir-2/
Souvenir 3: http://www.spaziomurat.it/evento/souvenir-3/
Souvenir 4: http://www.spaziomurat.it/evento/souvenir-4/
Souvenir 5: http://www.spaziomurat.it/evento/souvenir-5/

Il progetto Souvenir Art Summer Camp, è concepito come un’implementazione della rassegna e si divide a sua volta in due fasi:
FASE 1 - “Souvenir Art Summer Camp” (dal 17 al 27 Giugno 2019 - Spazio Murat)
Souvenir Art Summer Camp è una residenza artistica, in cui gli artisti sono invitati a trascorrere un periodo a Bari in una struttura messa a disposizione da Spazio Murat, per esplorare il territorio e entrare in relazione con le comunità e gli artisti locali.
Souvenir Art Summer Camp permette agli artisti di organizzare laboratori indirizzati agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bari in cui condividere la propria pratica
artistica e espandere la propria ricerca, supporta la produzione in situ di un’opera d’arte e prevede un ricco programma di visite di altri centri culturali pugliesi e incontri formativi.
Per la residenza Spazio Murat e 63rd 77th STEPS hanno selezionato 14 artisti
italiani e internazionali (Australia, Austria, Bulgaria, Francia, Germania, Irlanda,
Macedonia del Nord, Svizzera) per mettere a sistema diversi contesti e molteplici esperienze.

Spazio Murat si trasformerà così in un’officina di confronto e sperimentazione per artisti, studenti e curatori, uno spazio per stimolare e coinvolgere il pubblico, un osservatorio per guardare in prospettiva l’iter completo dell’opera d’arte, dalle fasi di sperimentazione a quelle di produzione e di esposizione.

FASE 2- MANIFESTAZIONE ESPOSITIVA
“Souvenir” la Mostra (dal 27 Giugno al 4 Agosto 2019 – Spazio Murat)
La mostra segna la conclusione del periodo di residenza: le opere prodotte in situ dagli artisti vengono esposte a Spazio Murat e rappresentano le tracce del loro incontro con il territorio pugliese, con gli studenti delle Accademie di Belle Arti e con gli artisti locali emergenti coinvolti durante Souvenir Art Summer Camp.

Il coinvolgimento degli artisti in formazione è un tassello fondamentale del progetto: Spazio Murat offre infatti la possibilità a 20 partecipanti di assistere a tutti i workshop tenuti dagli artisti locali e internazionali in residenza, di seguire una lezione interattiva di orientamento sul sistema dell’arte contemporanea e di assistere gli artisti nella progettazione e produzione delle opere. Gli studenti hanno modo di osservare, di cimentarsi in sperimentazioni e verifiche teoriche e pratiche, di avere un ruolo attivo e strutturale nella definizione di un progetto artistico complesso, poliedrico e collettivo.
Periodo:
17 Giugno: Inaugurazione della residenza
18 – 24 Giugno: Laboratori, talks, visite
25 - 27 Giugno: Finalizzazione degli interventi artistici e installazione della mostra
27 Giugno: Inaugurazione della mostra

Il Souvenir Art Summer Camp è organizzato in collaborazione con 63rd-77th STEPS, un artist run space fondato nel 2014 dall’artista Fabio Santacroce. Il nome si riferisce alla parte finale di una scala condominiale (precisamente all’area compresa tra il 63° e il 77° gradino) all’interno di un palazzo dell’inizio del XX secolo collocato in un quartiere popolare di Bari. Il programma si articola in diversi formati: mostre site-specific si alternano a esposizioni off-site e online intese come estensione fisica e metaforica di questo luogo residuale. Incorporato in un ambiente domestico popolare, l’Art Project Staircase indaga e sprona i limiti e le potenzialità della periferia, ridefinendo le sue coordinate spazio-temporali all’interno di un’iper-connessa geografia egemonica.
www.63rd77thsteps.com

Lista completa e biografie dei partecipanti.

Alessandro Aiello, canecapovolto (1961, Catania, Italia)
Autore di video sperimentali, documentari, cortometraggi super 8, radiodrammi, opere audio, soundscape compositions, collages su carta e progetti di arte contemporanea. All’interno del collettivo canecapovolto studia e sperimenta le possibilità espressive delle arti visive e indaga le dinamiche della percezione, ricorrendo a pratiche legate principalmente alla produzione audio-video. Partendo da un’attenta indagine volta all’analisi non solo della matrice scientifica della comunicazione ma anche della ricezione da parte delle/degli spettatrici/spettatori, il collettivo elabora processi di straniamento che, attraverso tecniche originali di trattamento e manipolazione delle immagini, risultano in veri e propri ‘sabotaggi’ della rappresentazione. Nel 1992 Alessandro Aiello fonda con Enrico Aresu il gruppo, divenuto poi associazione culturale canecapovolto. Nel 2016 canecapovolto istituisce a Catania Scuola FuoriNorma, un progetto di didattica sperimentale su suono/immagine in movimento e microeditoria.

Mostre e partecipazioni di rilievo: retrospettiva alla 41° Mostra Int.del Nuovo Cinema (Pesaro, 2005); retrospettiva al Museo Nazionale del Cinema (Torino, 2009); Macchina Disorganizzata (Palermo, 2010); “TV/ARTS/ TV“ (Barcellona, 2010); Rassegna presso l’Anthology Film Archive (New York, 2000); Lexicon for an affective archive (Londra, 2017); Arte italiana all’ascolto (Mosca, 2011); retrospettiva video a CareOf (Milano,2017); 18th Independent Film Show (Napoli, 2018); Nesxt Festival (Torino, 2018)
https://vimeo.com/canecapovolto
https://canecapovolto.bandcamp.com/

Gianmaria Andreetta ( 1986, Lugano, Svizzera)
La sua pratica esplora il rapporto tra parola e azione, individuale e collettivo, voce e silenzio e cerca di considerare la scrittura come un mezzo generoso, critico nella sua elasticità. È uno scrittore e organizzatore, vive e lavora ad Amsterdam, Olanda, e Ginevra, Svizzera. Ha ottenuto il Master of Fine Art in Critical Studies presso il Sandberg Insituut, Amsterdam, ed è il co-fondatore del programma di scrittura e performance How To Show Up? Progetti recenti includono: VITAL, Theatre de l'Usine, Ginevra; Ginger & Piss, Kunstverein, Amsterdam (entrambe 2019); Leftovers, Saliva Saliva Saliva, Barcellona; Cute Dress, Bologna, Amsterdam (2018); Doublet v, Attent, Rotterdam; The God Sibling & The Belly Speaker, Š.M.C. Contemporary Art Center, Vilnius; Holy Water, Autarkia, Vilnius; 3 137, Athens & Theatre de l'Usine, Ginevra; 2 Texaco - iii, H.E. Olson, Amsterdam (tutti 2017). Gianmaria Andreetta è stato premiato con lo Swiss Art Award 2019.
http://gianmariaandreetta.com

Mariantonietta Bagliato (1985, Bari, Italia)
La sua ricerca artistica è influenzata da un immaginario che trae le sue origini dal teatro di figura ed è caratterizzata da un uso sistematico di stoffe. Queste ultime vengono utilizzate come codice visivo e trasformate in sculture, installazioni e disegni cuciti. La stoffa, data la sua materialità, ha un potere sinestetico, e permette sia di evocare che di mettere a sistema esperienze, sensazioni e memorie personali. Vive tra Bari e Praga. Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Bari, attualmente è docente di Discipline grafiche e pittoriche e collabora come esperto esterno a contratto con l'Accademia di Belle Arti di Roma. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive nazionali e internazionali. Le più recenti sono Temporarily Suspended, Like a Little Disaster, Foothold, Polignano a Mare, 2018; ShowCase: Mare Morbido, Fondazione Pino Pascali, Polignano a Mare, 2017; Il futuro era bellissimo per noi, 63rd-77th STEPS, Cité Internationale des Arts, Parigi, 2016. Alcuni riconoscimenti: Premio Federculture 2012, Tempio Adriano, Roma; Premio Arte in Laguna 2011, Palazzo Romeno di Cultura, Venezia; Premio Nazionale delle Arti 2010, Ministero dell’Università e della Ricerca, Napoli; Premio Pinacoteca Agnelli 2009, Artissima, Torino.
http://www.mariantoniettabagliato.com

Laura Buckley (1977, Galway, Irlanda)
Le opere di Laura Buckley sono un connubio di immagini in movimento, suoni, luci, sculture e stampe digitali. Buckley lavora con immagini scannerizzate e stampe che integra, insieme a scene di vita quotidiana, all’interno di proiezioni video dal carattere altamente astratto. Le sue installazioni evocano una memoria collettiva nella quale vari stati mentali (malinconia, ansia, euforia, ecc.) vengono messi in scena. Filmati e suoni registrati durante la vita quotidiana vengono mescolati con suoni prodotti in studio e conducono lo spettatore in un viaggio attraverso un intreccio di dinamiche personali, strutturali ed emotive. Loop percussivi vengono prodotti tramite il montaggio e la ripetizione di suoni ambientali. La voce umana viene stratificata con toni sintetici, strumentazione e suoni di sottofondo. Buckley sovverte la tecnologia nelle sue varie forme, spingendola a performare azioni e gesti che eccedono il suo design. Laura Buckley vive e lavora a Londra.

Recenti mostre personali includono: Kaleidoscope, Saatchi Gallery, Londra (2019) ATTRACT/REPEL, Eigen+Art, Berlino (2017); Re-discovery 1, Autocenter, Berlino (2014); The Magic Know-How, Site Gallery, Sheffield (2013); Fata Morgana, Cell Project Space, Londra (2012); Shields, Zabludowicz Collection, Sarvisalo, Finlandia (2012); The Mean Reds, Supplement, Londra (2011) e Waterlilies, Mothers Tankstation, Dublino (2010). I suoi film sono stati proiettati presso MJ Gallery, Ginevra (2014); Bold Tendencies, Londra (2013) e durante il Derek Jarman programme per la Serpentine Gallery, Londra (2008). Nel 2010 Buckley è stata selezionata per il premio Converse/Dazed Award e nel 2014 per il Derek Jarman Award. Progetti collaborativi includono: una performance live con Paul Purgas presso la Whitechapel Gallery (2014), Different Domain al Royal Standard, Liverpool (2014), Slate con Dan Coopey presso Turner Contemporary, Margate (2013); Bismuth Eyes con Andrew Spence presso Cell Projects, Londra (2012) e Stage Fright con Dave MacLean e Haroon Mirza presso Rokeby, London (2009).
http://www.laurabuckley.com

Ivan Cheng (1991, Sydney, Australia)
Lavora come performer, clarinettista, curatore e scrittore. Nel suo lavoro si concentra principalmente sull’incomprensione, l’abrasione e il desiderio nell’atto di leggere, spesso alludendo ai sistemi di potere e riproduzione
http://ivancheng.com

Jade Fourès-Varnier & Vincent de HOŸM (1984, Paris/Narbona, Francia)

Considerano l’arte come estensione della vita, ricreano nei loro lavori atmosfere domestiche in cui ricevere le/i visitatrici/visitatori in qualità di ospiti. Adattano le loro “opere d’arte totale” alla diversità dei contesti, paesi e usanze con cui si confrontano. Molti dei loro progetti ruotano attorno alla nozione di condivisione, di convivialità e di generosità. Jade Fourès-Varnier e Vincent de Hoÿm hanno studiato all’ESAG Penninghen, Parigi, e all’Istituto Europeo di Design, Milano (2002–2007). Hanno iniziato a lavorare insieme come duo di artisti nel 2014. Lo stesso anno hanno fondato Tonus, uno spazio espositivo non profit con base a Parigi. Mostre collettive degne di nota includono: Les Chemins du Sud, une théorie du mineur, MRAC Sérignan (2019), Somewhere in Between, Contemporary Art Scenes in Europe, Bozar, Bruxelles (2018), Vous me rappellez quelqu’un, FRAC Lorraine, Metz (2018), Feÿ, Rencontres d’arts, Château du Feÿ, Villecien (2018), Wie werden wir uns wiedererkennen, Künstlerhaus Bremen (2017). Mostre personali recenti includono: A Room of One’s Own, Plat-, Amsterdam (2019), Hotel Jacent, PSM gallery, Berlino (2018), L’Oasis, In extenso, Clermont-Ferrand (2017), Chez Jacent, Tonus, Paris (2017), Thursday Best, Bob’s Pogo Bar al KW Institute for Contemporary Arts, Berlino (2017). La loro prima monografia è stata pubblicata da aleï journal nel 2018. Nel 2017 Tonus ha partecipato alla fiera Paris Internationale, Parigi. jacent-varoym.fr  tonus-yo.tumblr.com

Stefania Dipierro (1972, Bari, Italia)
Artista trasversale, autrice e compositrice, dalla forte ed elegante personalità musicale, ama esprimersi liberamente sui territori del jazz, della musica popolare brasiliana –MPB-, d’autore italiana, soul, rock, elettronica. Nei sui progetti più recenti, fonde musica, Arte Concettuale e Concreta. Definita la Sade brasiliana dalla rivista inglese ALL ABOUT JAZZ, nei suoi videoclip e live usa elementi di scenografia di artisti e opere visual come: Daniela Corbascio -OperaNeonXSD-, Misia, Gianpiero Milella. I suoi laboratori 'Geometrie Musicali di Kandinskij' e ‘VocALItà’, ispirati agli insegnamenti di Kandinskij, sono un percorso trasversale, pratico e didattico, per sviluppare l’accrescimento psico-fisico e tecnico. La pratica di Dipierro ruota attorno alla dialettica tra la positiva naturalezza dell’amore e le negatività delle costruzioni sociali dell’odio. Ha vissuto a Roma e Amsterdam. Collabora con Fabrizio Bosso, Nicola Conte, Mirko Signorile. Ha studiato pianoforte dall’età di 5 anni e canto lirico nei Conservatori di Lecce e Bari. Ultimi LP: “Nicola Conte presents Stefania Dipierro: Natural” UK 2016 e “Stefania Dipierro & the Paz Community: Base Terra“ con il singolo “Vortici di Idee” (videoclip girato da MagroneProduzioni), Incipit Records/Egea Music, IT 2018 . Artista di profilo internazionale performa in molti Paesi dall'Europa al Sud America. Location principali: Jazz Cafè Londra, North Sea Jazz Festival, Casa del Jazz Roma, Festival Cinema di Venezia, Teatro Petruzzelli, Paradiso Amsterdam
www.facebook.com/stefaniadipierro

Viktoria Draganova (1980, Sofia, Bulgaria)
Viktoria Draganova è curatrice, docente e scrittrice, vive tra Sofia e Francoforte sul Meno. Dal 2015 è direttrice dello spazio non profit dedicato all’arte contemporanea Swimming Pool di Sofia. A Swimming Pool ha curato le mostre personali di Esra Ersen, Navine G. Khan-Dossos, Martin Penev, Gery Georgieva e Bianca Baldi, come anche diverse mostre collettive, tra cui My Dear Provincialist (2017). Nel 2017/2018 Viktoria ha co-organizzato la rassegna cinematografica Double Feature presso la Schirn Kunsthalle, Francoforte sul Meno e ha curato mostre presso Art in General, New York (2018) e David Dale Gallery, Glasgow (2017). Dal 2018, Viktoria gestisce un programma educativo che include sia una scuola curatoriale indipendente a Sofia sia diversi programmi di scambio con la National Art Academy di Sofia, Kunsthochschule Mainz, Piet Zwart Institute a Rotterdam e la Städelschule di Francoforte sul Meno. Viktoria scrive per riviste accademiche, cataloghi d’artista e riviste d’arte tra cui Badland, Echo Gone Wrong, Frieze and СВЕМА. Viktoria ha studiato legge; ha una laurea in legge e è Dottore di Ricerca in storia giuridica.
https://swimmingpoolprojects.org/about/

Anna Gloria Flores (1983, Brindisi, italia)

AGF HYDRA è un'artista, ricercatrice e attivista con base a Londra. Nutrendosi del concetto di un più ampio sistema di consapevolezza del se' (un utero cosmico) che consente la crescita e la riparazione al suo interno, la pratica di AGF ruota attorno ad una serie di artefatti e azioni mirati ad esplorare un futuro post digitale basato sui valori di sostenibilita', artigianato e longevita'. HYDRA cerca materiali intelligenti e biotecnologicamente avanzati in grado di sincronizzarsi con il corpo umano. In previsione di questa utopia, la gomma di lattice naturale clorurata viene utilizzata per creare prototipi simili a tessuti organici che emulano l'estetica, la sensazione, la forma e la costruzione dell'uniforme HYDRA. L'attuale uso della ritualità e del lavoro come forma di meditazione viene eseguito attraverso installazioni performative e l'utilizzo della realtà virtuale. attraverso queste performance, gli spettatori entrano in uno spazio protetto di condivisione e dialogo non verbale, stimoli sensoriali e privazioni indotte da VR, installazione sonora e atti di intimità fisica. I paesaggi algoritmici e le interfacce organiche si fondono in un esperienza fisico-digitale. Collaborazioni recenti: Arca, Bjork, Hannah Perry, Vessel, Nozomi lijima, Keiken, Hervisions. Pubblicazioni recenti: I-D / Sense, Dazed Beauty, Vice, Tank Magazine, Il brutalista, NERO Journal, GARAGE, The Chronicle. Mostre e spettacoli: LOOM Festival Barcellona, LN-CC London, Bergain Berlin, MACAO Milano, MIRA Festival Barcellona, IMPACT Festival Utrecht, MEME Gallery Athens, LUX Moving Image London, David Roberts Art Foundation Londra, Atelier 35 Romania, Space Gallery London, Somerset House London, SSense Montreal, Babylon Tokyo, The Chronicles of Sofia Los Angeles.
www.hydrasite.com

Giuseppe Lana (1979, Catania, Italia)
Uno dei punti chiave della sua ricerca artistica è la componente autobiografica. Le opere si sviluppano a seguito di analisi attraverso un forte legame con la storia. La sua ricerca mira a indagare temi come l’estetica e l’identità. Dal 2008 dirige il BOCS (Box Of Contemporary Space), a Catania, luogo dedicato alla sperimentazione di nuovi linguaggi e metodi artistici. Giuseppe Lana vive e lavora a Londra. Mostre personali e collettive del 2019 includono: Daniel Benjamin Gallery & The Space Station, Londra, curata da Andrea Maffioli; Durrmu Arts Aboriginal Corporation, Peppimenarti, Australia. Partners: The University of Melbourne, Italian Institute of Culture, Melbourne, Italian Institute of Culture, Sydney, CO.AS.IT – Museo Italiano Language and Cultural Centre; Durrmu Arts Aboriginal Corporation curata da Miriam La rosa e Kade McDonald; Palazzo Ziino, Palermo, curata da Daniela Bigi e Gianna di Piazza. Mostre personali e collettive del 2018 includono: Square, Official Collateral Event of MANIFESTA12, Palermo, curata da Mike Watson; PHOTOLOGY AIR (Art In Ruins), Noto (SR), curata da Gino Giannuizzi
https://www.giuseppelana.it

Bruno Mokross (1994, Amburgo, Germania)
Vive e lavora a Vienna, Austria. Ha studiato Language Arts all’Università di Arti Applicate prima di spostarsi all’Accademia di Belle Arti di Vienna dove attualmente studia nella classe di scultura di Julian Goethe. Si dedica oltre che alla sua pratica artistica personale, alla co-direzione dello spazio espositivo non commerciale Pina (www.pinavienna.eu). É co-fondatore di iniziative culturali (www.independentspaceindex.at), organizza la serie di mostre Gazebo (www.gazebo.rf.gd) e lavora occasionalmente come web developer (www.moev.biz).
https://www.brunomokross.de

Isabella Mongelli (1982, Taranto, Italia)

Isabella Mongelli è un’artista che si occupa di performance. Interessata ad azioni semplici in zone tematiche complesse, rimanda continuamente il senso in favore dell’ironia e della commozione. La pratica di Isabella Mongelli è ambigua e ha una certa attitudine all’esplorazione dell’inedito. La sua ricerca si sviluppa, sia per temi che per forme, a cavallo tra il super visibile e l’invisibile, tra reali- smo e surrealismo e produce sensazioni di sospensione e straniamento. Alterna visioni statiche al coinvolgimento attivo del pubblico. Vive a Milano. Ha studiato Psicologia Clinica e si è laureata con una tesi sulla Psicomagia di A.Jodorowsky. Ha iniziato la sua carriera artistica nel 2010 con il progetto di video e performance IRINA Produktjions. Progetti recenti includono: my personal tarànto (2013-2015), Safari Here (2015-2017), Surrogate Proliferation (2016), Splendor Solis (2017) e Dodo Resurrection(2018). Il suo lavoro è stato presentato e realizzato in collaborazione con istituzioni e festival tra cui Xing, Teatro Pubblico Pugliese, Gdansk City Institute, Short Theatre, Santarcangelo Festival, Viafarini, Tropici Angelo Mai, Museo Caos, Sardegna Teatro, Corners of Europe, BUDA Kunstencentrum, Fondazione Pino Pascali, Like a Little Disaster.
www.isabellamongelli.it

Evelyn Plaschg (1988, Gnas, Austria)
Evelyn Plaschg considera il disegno una delle pratiche artistiche più intime e dirette. Nelle sue installazioni, spesso di grande formato, emerge una presenza corporea ed emotiva, che deriva da un lungo processo sensoriale. Seppure figurativo il lavoro finale non è mai visivamente stabile, al contrario risulta spesso distorto, frastagliato, cangiante e costantemente in movimento. Studia all’Accademia di Belle Arti di Vienna dal 2011 con Julian Göthe e precedentemente ha studiato con Gunter Damisch (✝). Nel 2015/2016 ha partecipato a un programma di scambio presso la Beaux-Arts di Parigi con Ann-Veronica Janssens. Mostre personali recenti includono: Emptied Vision, Tower, Vienna (2019) e Private View #5, Zeller van Almsick Gallery, Vienna (2019).

Mostre collettive degne di nota includono: Vertrau mir, Foundation at Belvedere 21, Vienna (2019); Alchemy curata da Melanie Ohnemus, Galleria Acapella, Napoli (2018); HARSH ASTRAL: The Radiants 3, Francesca Pia, Zurigo (2018) e Halle für Kunst, Lunenburgo (2018); The Hand Refrains, Mauve, Vienna (2017); Raccourcis et paraboles, Bétonsalon, Parigi (2016). Le sue performance musicali sono state ospitate di recente da Pina in occasione delle mostre Über das Neue: Junge Szenen in Wien, Belvedere 21, Vienna (2019); e Do-Mi-No-La-Ti-Do, Riverside, Bern (2018).
http://evelynplaschg.com

Fabio Santacroce (1980, Bari, Italia)
Le opere di Fabio Santacroce stabiliscono un gioco senza soluzione di continuità tra realtà e teatralità, vulnerabilità e affermazione, dilettantismo e raffinatezza, esuberanza estetica e indagine politica. La sua pratica riguarda l’indagine e la decostruzione dello spettacolo, dell'intrattenimento culturale e della gerarchia delle strutture di potere. Santacroce impiega un linguaggio post-pop / concettuale con accezioni sia costruttive che decostruttive, sia ironiche che gentili, in cui il materico si sovrappone al virtuale e il politico al biografico. Usando la prosaicità, il sentimentalismo e l'anti-monu- mentalità come strumenti estetici e critici, le sue installazioni appaiono come costruzioni implosive venate di nichilismo cortese e di ethos da classe operaia. Recenti mostre personali includono: Auto Italia London, Pina Vienna, FUTURA Prague e Cité International Des Arts a Parigi. Mostre collettive degne di nota includono: VERTRAU MIR, Belvedere 21 e foundation vienna; Opening Reception, Chavannes 45 Lausanne; Scumming, Palazzo Lancia Turin; Il Cielo A Calci, Jupiter Wood London; The Garden, ROOM E-10 27 Paris; Play Time, 501 (c)3 Los Angeles. Dal 2014 Santacroce gestisce a Bari, la sua città natale, 63rd-77th STEPS, un project space che ha come confini il 63esimo e il 77esimo scalino della scalinata multi-piano dell’edificio dove vive.
www.fabiosantacroce.com

Edin Zenun (1987, Skopje, North Macedonia)
Edin Zenun indaga nella sua pratica artistica indaga le questioni intrinseche relative alla composizione, alla forma, al colore e alla materia. Si concentra sulle qualità del medium e formula un linguaggio visuale idiomatico. È un pittore, vive e lavora a Vienna, Austria. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Vienna con Erwin Bohatsch, Francis Ruyter e Daniel Richter dal 2008 al 2017. É stato un membro del collettivo Jürgen Kleft, è membro fondatore di ult, pubblicazione sulla pittura, co-direttore dello spazio espositivo non commerciale Pina e membro del consiglio dell’iniziativa laufen.
http://www.edinzenun.at

Spazi d’arte invitati

BOCS - Box Of Contemporary Space (Catania, Italia)
Primo “artist run space” a Catania, ufficialmente costituito nel 2008. Un contenitore “crudo” e versatile gestito da artisti, lasciato allo stato grezzo dal punto di vista architettonico ma ricco da un punto di vista progettuale di enormi potenzialità. Lo spazio cresce e si modifica grazie alle collaborazioni e alle sperimentazioni dei vari artisti ospitati in residenza o che presentano un loro progetto.
www.bebocs.it

Like A Little Disaster (Polignano a Mare, Italia)
Collettivo di ricerca artistica fondato da Giuseppe Pinto e Paolo Modugno, è formato anche da Marika Dandi, Lysa Neufville, Benedetta Screti e dagli artisti e curatori che si alternano in base ai singoli progetti. L.A.L.D. indaga il concetto di perdita dell’individualità-unicità attraverso la comunicazione-interazione con l’altro.
www.likealittledisaster.com

microba (Bari, Italia)
Da un’idea degli architetti Maria Luisa Sorrentino e Riccardo Pavone nasce Microba. Un contenitore di idee, dal design all’architettura, dalla fotografia al site specific. Un micro-spazio espositivo per mostre d’arte contemporanea. Promuove concept, progetti, prodotti e manufatti d’artigianato.
www.microba.it

PINA (Vienna, Austria)
Spazio espositivo no-profit, il cui obiettivo è quello di collegare scene e pratiche internazionali con la città di Vienna, supportando i giovani artisti locali. Sperimentazione e pratiche di apprendimento vengono testate come nuovi format da proporre al pubblico.
www.pinavienna.eu

Swimming Pool project (Sofia, Bulgaria)
Art project space, ubicato in una piscina del 1939 di Sofia. Lo spazio propone un fitto programma di mostre, performances, film, talks e progetti in collaborazione con altre istituzioni e spazi internazionali contraddistinti da una forte impronta curatoriale e filosofica.
https://swimmingpoolprojects.org/about/

TONUS (Parigi, Francia)
Spazio indipendente no-profit, dedicato all’arte contemporanea e fondato nel 2014 dagli artisti Jade Fourès-Varnier e Vincent de Hoÿm. Lo spazio è nato dal desiderio di supportare e promuovere la scena artistica locale e gli artisti emergenti internazionali. TONUS è sostenuto dallo spirito di convivialità, fraternità e amore. Il programma di attività è costituito da mostre, personali e collettive, eventi sociali, lectures, performance e concerti. Situato nel famigerato 15th arrondissement di Parigi, TONUS appare, grazie alle sue attività, come una positiva eccezione nel quartiere (la maggior parte delle gallerie e dei project spaces sono invece nei quartieri di Marais e Belleville).
http://tonus-yo.tumblr.com/

I commenti sono chiusi







RICHIEDI INFORMAZIONI
 Autorizzo al trattamenti dei miei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03